La mia vita da compratore cosciente di fumetti è iniziata con un autore italiano.
Leo Ortolani. Era il 2008 e un mio amico mi aveva prestato +1, il secondo e finale numero della parodia di 300 targata Rat-Man. Una storia particolare, che combinava la maestosità del tratto di Frank Miller con il filtro di uno dei più alti esempi di comicità demenziale che ci siano. All’epoca ovviamente io colsi solo la seconda. Ma mi fece impazzire. Da allora ho comprato Rat-Man fino alla sua conclusione nel 2017.
Ho riletto tutti i miei Rat-Man di recente. Diciamocelo, su certi temi la sua ironia è invecchiata male. Molte battute con protagonista Cinzia se ci si pensa su 2 secondi di numero, non fanno ridere. Oppure fanno ridere per i motivi sbagliati. Però pochi prodotti come Rat-Man hanno saputo cogliere in pieno lo spirito dell’epoca in cui uscirono: il prime della comicità, appunto, demenziale.
Io la chiamo così, avrà sicuramente un nome diverso… ma di questo ne parleremo altrove. Perché c’è da parlare tantissimo, te lo assicuro.
A posteriori ho capito che il motivo principale per cui ho amato e amo Deboroh La Roccia è un altro. Più profondo. La sua è la storia di una persona che, nonostante gli innumerevoli difetti, grazie a una fede incrollabile nel bene riesce a smuovere le montagne.
Da Rat-Man il mio rapporto con il fumetto italiano ha preso anche un po’ l’impronta. Ortolani parodizza e omaggia il genere supereroistico americano, quindi è da lì che attinge tutto. La conseguenza naturale è stata cercare ciò che di più simile all’eroismo americano l’Italia offrisse.
Prima ho incontrato il Cocco Bill di Jacovitti, anche grazie al ricordo dei cartoni che guardavo da bambino su Rai 2. Poi ovviamente la Bonelli, di cui sono lettore ancora ora.
I miei eroi bonelliani
Zagor e Nathan Never. Mai Tex. Puro pregiudizio e fastidio per l’aura che lo circonda. È tipo Topolino, in realtà probabilmente non è così pesante… però dai la fama di perfettini senza macchia disincentiva… Boh magari leggerò qualcosa, se sai di una storia che può farmi cambiare idea segnalamela assolutamente!
Zagor ho iniziato a leggerlo per caso. Volevo provare, mi è piaciuto e da allora sono all’incirca 8 anni che lo compro ogni mese. Mi piace perché è uno tosto, che non va tanto per il sottile ed è abituato a sporcarsi le mani. Amico dei trapper e dei nativi americani, non gli importa se deve lottare contro il governo pur di fermare sfruttatori e razzisti. Poi ha una storia personale oscura. Il padre era un ufficiale dell’esercito, che ha ucciso nativi innocenti dalla cui tribù è stato quindi assassinato per vendetta. Il giovane Zagor cresce con il trapper Nathaniel “Wandering Fitzy” Fitzgerald. Non scopre subito le azioni paterne, infatti ha propositi di vendetta nei confronti dei pellerossa. Una volta apprese le nefandezze del genitore è dal disprezzo per esse che nasce la sua vocazione all’eroismo.
Mi piace anche la contaminazione di generi che c’è in Zagor. Affronta alieni, scienziati pazzi, ufficiali del governo, imprenditori sfruttatori, sciamani indiani, druidi vichinghi, vampiri. Viaggia negli Stati Uniti, in Europa, nei due poli, in Sud America. Horror, avventura, fantastico, azione, critica sociale, una spruzzata di fantascienza, anche romanticismo… si trova un po’ di tutto.
Poi c’è Nathan Never. Ci sono arrivato in modo abbastanza semplice. Mi piacciono i fumetti, mi piace la fantascienza, Nathan Never è un fumetto di fantascienza. E devo dire che mi ci trovo bene. Ha una lore interna profonda e credibile, che incide tanto sulle avventure dei protagonisti. Siamo all’incirca nel 2140, su una Terra post-catastrofe globale (avvenuta nel 2024) in cui l’umanità si è salvata solo mettendo da parte le differenze e creando un governo unitario: la Federazione Terrestre. Non siamo rimasti tutti sulla Terra, l’esplorazione dello spazio ha fatto passi da gigante. Esistono le cosiddette Stazioni Orbitali intorno al globo, comunità che dipendono dal pianeta madre ma sono molto autonome. Il rapporto con la tecnologia è fondamentale in questo futuro. L’ingegneria genetica ha consentito di creare una classe di umanità distinta da quella normale: i cosiddetti “mutati”. I tradizionali nemici della Federazione, cioè la Fratellanza Pretoriana che governa Marte, lo sono. Ci sono tante altre fazioni ed eventi nella storia dell’universo neveriano, magari in un altro post farò una cronologia, così chi non conosce gli intrecci si orienta meglio…
Molto particolare dal punto di vista narrativo è la questione dell’invecchiamento dei personaggi. È un tema ricorrente, perché tutto è in continuity. Nathan invecchia, anche se ovviamente molto lentamente per ragioni editoriali, e così anche i coprotagonisti. Tra i quali non c’è una spalla comica vera e propria, tipica invece sia di Tex che di Zagor che di Dylan Dog.
Nelle storie c’è tanta riflessione sull’impatto della tecnologia sulla vita umana, sul cambiamento climatico, sul razzismo, sul rapporto con il passato visto anche che Nathan ha un feticismo per tutto ciò che è pre catastrofe… Argomenti che mi interessano molto.
Shotout to Dragonero, serie che ho letto per qualche anno e che ho interrotto per ragioni economiche ma che era molto figa quando la leggevo, parlo dei primi tre anni di uscita, dal 2013 al 2016… potrei anche riprenderla in mano.
Sai consigliarmi da quali storie è meglio farlo? Fammi anche sapere che fumetti italiani leggi e che ne pensi di quello che ho detto!
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Nathan Never 419: Il Quadrante Sconosciuto 5 di 5: Il Tempo degli Eroi (Aprile 2026)
Ti ascolto!