Fantascienza

Ho sempre amato la fantascienza perché dà vita a ciò che sembra distante e sterile.

Lo spazio. Lo guardi e sembra quasi una scenografia. Non stupisce che gli antichi lo considerassero un panno su cui erano incollate le stelle. Un modellino gigante, proiezione di ciò che conoscevano. La realtà di un vuoto siderale infinito, in cui perfino il tempo cessa di avere un significato sembra solo crudele e vuota.

E invece non lo è. La fantascienza è una via per arrivare a capire che lassù succedono eventi di un fascino pazzesco, simboli della vastità dell’ordine cosmico naturale. Operano forze di una potenza trascendentale, all’origine della nostra vita, di cui conosciamo spaventosamente poco.

Esplorare l’ignoto. Questo è il concetto alla base della letteratura fantascientifica. Lo spazio può essere il tema reale della narrazione, oppure una gigantesca metafora per parlare di altro.

Non è neanche necessario che ci sia, in realtà. Esiste dell’ottima fantascienza che ne fa a meno, il fulcro di questo genere è farti fare un viaggio. Può mostrarti cose orribili o meravigliose, lo scopo è di farti fare un paragone con la tua realtà. O almeno sorgere la domanda… ma questo c’entrerà qualcosa con me?

Un mare di influenze

Anche da un punto di vista letterario la fantascienza è molto flessibile. Uno degli aspetti che mi piace di più, è veramente contaminabile. Puoi trovarci dentro horror, giallo, thriller, spy story, anche fantasy.

Infatti la mia storia con questo genere inizia da un masterpiece del crossover fantasy-fantascienza: Star Wars. La nicchia precisa di cui fa parte si chiama non a caso Science Fantasy

Si tratta di una saga piena di elementi epici e magici. La Forza, i Jedi e i Sith, le estetiche di certi pianeti come Tatooine e Utapau, il concetto stesso di Impero…

L’opera di Lucas però è anche molto fantascientifica negli elementi di critica sociale, che sono tanti e importanti. Semi cresciuti parecchio nel mio cervello con il tempo. Ne riparleremo…

Più ancora di Star Wars ho avuto un’ossessione per il mondo di Warhammer 40.000, conosciuto attraverso i videogiochi. Dark Crusade e Soulstorm in particolare. Quando parlo di ossessione non scherzo, a 15 anni ho passato ore ed ore a giocare e a studiare la lore del 41M. Tutt’ora lo trovo esteticamente clamoroso, oltre che narrativamente stra avvincente. Devo recuperare un sacco di libri, lo farò, anzi se ne hai qualcuno da consigliarmi sono tutto orecchie!

I miei classiconi

Nella letteratura in senso stretto ho iniziato con Asimov leggendo quasi tutto… lo consiglio come entry way, anche se a un certo punto ho iniziato a trovarlo freddo. Personaggi e ambientazioni non hanno la profondità che ho imparato essere per me importante. Temi molto interessanti, qualità narrativa sopravvalutata.

Poi ho incontrato Dick… e mi ha folgorato il cervello. Blade Runner, La Svastica sul Sole, la Trilogia di Valis…  ho visto una fantascienza che affrontava argomenti di spessore attraverso storie coinvolgenti. E spesso con concept totalmente fuori di testa… Dick è pazzo (semicit.).

Un altro scrittore bello pazzo sgravato che amo è China Mieville, la Trilogia del Bas Lag è qualcosa di incredibile. Anticapitalista, psichedelica ed epicissima tutto insieme… leggila tutta ma l’ultimo capitolo, Il Treno degli Dei, è fuori scala…

Altri scrittori che mi hanno segnato sono Ray Bradbury, Iain Banks, John Scalzi e Nancy Kress. Non sono i soli, ne riparleremo…

E tu che ne pensi della fantascienza? Quali sono i tuoi autori preferiti? Quale nicchia ti appassiona di più? Se hai consigli, riflessioni e opinioni dimmi tutto!

Ti ascolto!