Il nu metal è il figlio bastardo del rap e del metal. Concepito in una notte nera come inchiostro di sesso selvaggio sotto effetto di stupefacenti, con il mondo fuori che crollava nel nichilismo edonista post 89.
Al risveglio, nessuno dei genitori lo voleva. Aveva l’aspetto del padre metallico ma era fucked up come la madre rappusa. È stato quindi assegnato alla casa famiglia del reggae e ne è stato molto influenzato.
La metafora spiega in a nutshell perché mi piace. È il genere con le chitarre elettriche più contaminato dall’urban in assoluto. Scratch, rappate, sonorità reggae e financo dancehall.
Ma è pur sempre un metalloide. Quindi bianco. Hai capito che intendo, non è un discorso razziale. Il punto è un altro. I bianchi possono rappare, certo, ci mancherebbe. Anche perché nel 2026 il rap è un genere worldwide e giustamente ognuno lo adatta al suo contesto. Però in fondo lo sappiamo tutti che è un genere nero. Ci siamo appropriati delle tematiche di contestazione sociale e abbiamo hackerato il loop con musica bianca.
Ma l’r&b e il blues hanno radici in Africa. Il che vuol dire che io amo visceralmente il rap ma in fondo è difficile che lo possa sentire mio al 100%. È un’ispirazione di importazione.
Con il nu è diverso. Lui è incazzato, giovane, bianco e preso per la musica black. In sostanza sono io… È la mia via ideale alla ribellione, esprime benissimo l’incazzatura che provo di fronte alle ingiustizie sociali.
Poi certo, ha avuto dei risvolti commerciali, è inserito per molti aspetti nella discografia capitalista. Tema complessissimo di cui sicuramente parleremo di nuovo. Ti anticipo solo che nella mia idea nessun cambiamento si fa con idee calate dall’alto da circoli illuminati direttamente alla massa. Ci vuole qualcuno che stia in mezzo, il meccanismo può essere rotto se ci si appropria dei mezzi degli avversari sfruttandone le ingenuità.
Tu che ne pensi? Se ti piace questo genere o se è solo un’aberrazione segno della fine dei tempi fammelo sapere!
Ti ascolto!