Fantasy

Leggere qualcosa per puro intrattenimento non è un male. Farsi prendere dalla storia fino a non accorgersi che il tempo passa. Tifare ed esultare per i personaggi amati e insultare imprecando quelli detestati. Pensare “ma che figata di Cristo ha tirato fuori l’autore” su estetica, worldbuilding, vibes. La letteratura è anche questo, se non fosse così ci sarebbe da spararsi…

Questo è il motivo per cui leggo fantasy. Certo, c’è anche la riflessione sull’eroismo, la giustizia, il mito…

Però al centro c’è il gasarsi per l’azione, l’avventura, la costruzione del mondo, la gestione della lore, il ritmo della narrazione, la capacità immersiva.

Tutte cose che sono molto divertenti anche da un punto di vista metanarrativo. Diciamoci la verità, è un genere ad alto rischio di clichè. Il che può rendere l’esperienza simile a guardare un film trash: fatto con lo spirito giusto è troppo esilarante. Anche perché ci sono parecchie saghe fantasy davvero molto lunghe. Trilogie, quadrilogie, e a salire. Spesso le parti in cui l’autore ha buttato in mezzo cose a caso ci sono, e si vedono…

In un appartamento di Milano, leggevo Lo Hobbit

Ho iniziato a leggere fantasy con Tolkien, autore che apprezzo molto ancora ora. Un worldbuilder immenso, una capacità immersiva spaventosa. Non sono un fanboy, credo si possa discutere, ma non mettere in discussione la sua rilevanza e abilità di scrittore… comunque ne riparleremo.

Di chi invece rischio di essere fanboy è Lewis. Non c’è niente da fare, lo adoro. Proprio per il motivo per cui non piace a molti: l’uso dell’allegoria. Lewis è capace di scrivere opere di qualità, essere poliedrico e mettere al centro in modo per me stimolante i suoi valori. Stimolante PER ME. Mi rendo conto che il suo essere un apologeta cristiano lo possa rendere insopportabile. E nel 2026 totalmente fuori dal mondo. Ci sta. Io sono cristiano, quindi me la vivo diversamente… Ne riparleremo, per il momento dico solo che il modo che Lewis ha di parlare della religione consente di vedere i vantaggi per tutti della religiosità. È molto concreto, nonostante non rifugga il trascendente. Anche sulla qualità dei suoi scritti si può assolutamente discutere, ma appunto ci torneremo sopra…

Un altro autore che ha segnato il mio percorso di lettore quando avevo 13 anni è stato Terry Brooks. Segnato in negativo. Che noia il Ciclo di Shannara. Esattamente l’esempio di buoni che sono buoni perché sì, e cattivi idem. Quanta piattezza…

Ah beh sì poi il Trono di Spade. Il primo grimdark che ho letto. Tanta roba devo dire, specialmente per me che uscivo da Tolkien e Lewis. L’ho recuperato in università a 21 anni, mi ha aperto un mondo vedere sesso, tradimenti, follia eccetera in un fantasy.

Nel mondo grimdark mi sto immergendo un sacco adesso. Sono nel pieno delle Cronache di Thomas Covenant, di Stephen Donaldson. Ha una crudezza psicologica devastante, ci sono delle parti in cui ho dovuto interrompere la lettura per metabolizzare, non risparmia proprio nulla. Unisce una lore ben strutturata, una filosofia di fondo affascinante e un concetto di eroismo che mette in discussione tutti i canoni classici del fantasy. Per questo lo sto continuando, onostante siano 11 libri che potevano tranquillamente essere 9. E ci siano delle parti anche lunghe in cui la qualità si abbassa parecchio. E il tutto inizi a essere davvero interessante solo a tre quarti del primo libro. Che è di 700 pagine circa. Come anche gli altri… Comunque mi riservo di spiegarti approfonditamente ciò che penso quando avrò finito la saga.

Al momento appunto sono preso dal grimdark, quindi parlerò tanto di questo.

Fammi sapere se hai dei consigli! Non solo sul grimdark, in generale! Opinioni, commenti, spunti, provocazioni su tutto sono super ben accetti!

Ti ascolto!