
Auguri Zagorone, altri 65 di questi anni! Per il genetliaco c’è una storia molto introspettiva. Indaga un aspetto importante del passato dello Spirito con la Scure, cioè il rapporto con la figura paterna. Zagor viene messo di fronte ai propri scheletri nell’armadio in modo molto diretto, forte. A mio giudizio azzeccato, bell’albo.
ATTENZIONE SPOILER
SPOILEEEEERRRR ALERRRTTTT
BEWARE TO THE SPOILERRRR
Prima scena: vediamo Edgar Allan Poe che sta scrivendo un racconto dallo stesso titolo dell’albo. Zagor incontra una famiglia di amici circensi, i Sullivan. Loro lo stavano cercando per raccontargli dei minacciosi eventi. Sono stati seguiti da un gruppo di loschi individui armati che volevano interrogarli sul loro ruolo nella creazione della leggenda di Zagor. Li hanno seminati solo grazie alle proprie abilità acrobatiche. Partono le indagini. Gli aggressori sono reduci della Sniper Force. Un corpo speciale di cecchini dell’esercito USA, creato da un generale assetato di potere all’oscuro di Stato Maggiore e Presidente. Il nostro li ha affrontati e sconfitti in passato, in collaborazione con un nativo della tribù Abenaki, Odonak. Proprio Odonak si rivela essere l’avversario della storia. È una figura tragica. Il giovane Patrick Wilding aveva ucciso suo zio e suo cugino per vendicare il genitore ucciso dai pellerossa. Proprio assaltandone il villaggio scopre le nefande azioni del padre, sterminatore di nativi. I Sullivan hanno aiutato Zagor a creare la mistica dello Spirito con la Scure, custode di Darkwood. Odonak si è alleato con gli ex Sniper Force per smascherare Zagor. Vuole portarlo davanti ai capi delle tribù di Darkwood e rivelarne il passato. Zagor, dopo aver sconfitto i bianchi malvagi, accetta il proposito di Odonak. L’Abenaki è molto combattuto tra il rispetto per la figura di Zagor e il giuramento di vendetta nei confronti di Patrick Wilding. Il suo dramma viene risolto in modo tragico da un ex cecchino, ferito a morte ma non morto, che gli spara. In punto di morte Odonak perdona la sua nemesi, ha capito che si è redento. Poe finisce di scrivere il racconto… e lo butta nel fuoco.
Che Zagor venga messo di fronte alle proprie azioni in un modo così forte a me è piaciuto. Odonak sbuca fuori a freddo, senza preavviso, e con tutta la potenza rivendicativa di chi vede una leggenda costruita sul sangue irredento. Anche il patto con il diavolo della Sniper Force è reso bene. C’è un flashback che fa proprio vedere l’assalto del giovane Patrick al villaggio Abenaki. In quella circostanza scopre da un giornale le azioni del padre. Scena forte. Ma il personaggio dell’albo è Cico. I cecchini e Odonak hanno preso prigionieri lui e Zagor. Il messicano sta per venire torturato. Ma gli ex soldati fottono con il sudamericano sbagliato. Insultano i suoi antenati e lui letteralmente li prende a testate, fugge, si getta in un fiume vicino e poi libera Zagor! Grande pancione!

Ti ascolto!