Come di consueto una bella carrellata di articoli del Fatto e dell’Unità, ma in più tre podcast! Enjoy the reading!
Punto primo: politica interna. Articolo di Camilla Laureti, eurodeputata e responsabile nazionale PD per le politiche agricole; Non contrasta il caporalato. Il governo fa finta di niente a pag. 3 dell’Unità dell’11 giugno. Pezzo interessante per i dati offerti sulla situazione dello sfruttamento in Italia. Coinvolge 230mila braccianti migranti. La legge 199 del 2016 ha introdotto la rete del lavoro agricolo di qualità e l’indice di coerenza delle imprese. Tutto molto bello ma i lavoratori sfruttati intercettati dai controlli sono diminuiti dai 3208 del 2023 agli 895 del 2025. Laureti propone anche di creare una Procura nazionale del lavoro, che a me sembra un’ottima idea. Anche lei ricorda i 200 milioni stanziati per l’edilizia dignitosa con cui rimpiazzare gli insediamenti abusivi e di cui ne sono stati spesi solo 20. In tutto questo per accedere ai fondi della Politica Agricola Europea ci sarebbero anche delle condizionalità sul lavoro dignitoso della manodopera, evidentemente anche a quel livello mancano i controlli, ma certo che mancano, basti vedere il PNRR… Laureti propone anche l’obbligo di certificazione di qualità per tutti gli intermediari del lavoro, non so se sia una soluzione visto il traffico di certificati fasulli che si è generato attorno agli standard ecologici per aziende e prodotti…
Articolo di Linda Di Benedetto: Sanità, cronaca di una riforma affossata a pag. 10 e 11 del Fatto Quotidiano del 13 giugno. Qui si parla del fallimento di una riforma presentata come molto importante dopo il Covid. Appena passata la fase acuta si parlava molto della necessità di potenziare la sanità territoriale. L’intento era renderla più vicina ai cittadini creando delle Case della Comunità alternative agli ospedali. Il problema è sempre stata la mancanza di personale. Si è cercato di supplire inserendo nell’Accordo collettivo nazionale dei medici di famiglia l’obbligatorietà di lavorare nelle Case per 4 ore alla settimana. Ma la clausola riguarda solo i medici con meno di 1500 pazienti, quindi di fatto i neofiti, e solo per i primi mesi. Quello del personale sanitario mancante è una piaga atavica del nostro paese, che si conferma in tutta la sua gravità. In più c’è anche il tema che le Case di Comunità per come erano concepite introducevano la possibilità di firmare contratti da dipendenti pubblici per i medici di base, che ricordiamo al momento sono liberi professionisti convenzionati. Questo fatto ha causato l’ostilità dell’Ordine, che partecipa molto alla gestione dell’Enpam, la cassa previdenziale dei medici di base. Che se diventassero dipendenti verserebbero all’INPS…
Articolo di Gianfranco Schiavone: Da profughi a schiavi nei campi nell’Italia incapace di accogliere, parte in prima dell’Unità del 9 giugno. Schiavone utilizza il percorso di due dei quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolara per arrivare a un punto, che documenta facendo riferimento ad indagini e statistiche. Il possedere un pezzo di carta, permesso di soggiorno o di asilo internazionale per rifugiati che sia, non salva dallo sfruttamento. Un report congiunto prodotto di indagini tra il 2020 e il 2024 dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro su mille lavoratori sfruttati ha trovato che nel 74% dei casi erano transitati ufficialmente nel nostro sistema di accoglienza. Nel novembre 2025 il report di Altreconomia intitolato “Lo stato di abbandono” ha constatato che tra il 2024 e la prima metà del 2025 le prefetture italiane hanno revocato le misure di accoglienza a oltre 50mila persone, abbandonandole alla strada. E il punto è proprio questo. è ciò che fa il nostro sistema di accoglienza. Parcheggia i migranti in strutture senza nessun tipo di supporto: niente formazione, niente avviamento al lavoro, niente insegnamento della lingua italiana, spazi personali spesso ridottissimi, condizioni igieniche non poche volte precarie. Nell’articolo viene citato il rapporto “Centri d’Italia” del 2026, contiene un quadro della situazione gestionale dei centri d’accoglienza. Che sono gestiti da imprese profit, il cui unico interesse è incassare, e rinchiudono i migranti in strutture lontane dalla possibilità di vera integrazione. Per cui molti abbandonano i centri, venendo espulsi dal sistema d’accoglienza. Ma anche chi rimane fino al riconoscimento dello status di protezione internazionale o speciale spesso si trova con nulla in mano. Perchè una volta riconosciuto, lo status dovrebbe portare all’accesso al Sistema di accoglienza integrato (SAI), che proprio ha lo scopo di rendere effettivo e strutturato il percorso di integrazione. Ma… il SAI ha i posti pieni da anni. Perchè è ad ADESIONE VOLONTARIA DA PARTE DEGLI ENTI LOCALI. AD ADESIONE VOLONTARIA. E i finanziamenti arrivano a singhiozzo. Per cui non importa il pezzo di carta, verrai messo alla porta del centro di prima accoglienza che tra il tuo arrivo e quel momento non ti avrà fornito niente.
Articolo di Ferruccio Sansa; “Vivere senza più la guerra”. Israeliani in fuga in Valsesia a pag. 7 del Fatto Quotidiano del 14 giugno. Una storia dolceamara, che dimostra l’esistenza di un’altra Israele, ma anche la difficoltà per essa di essere ascoltata in patria. Da tre anni a questa parte l’estremismo di Netanyahu ha spinto 300 persone ad abbandonare Israele. Si sono rifugiati nei boschi vicino Varallo, in Valsesia, Piemonte. Hanno aperto negozi, fanno i medici in paese. Vogliono solo vivere in pace, avere i problemi di una quotidianità normale.
Punto secondo: cultura. Editoriale di Donatella Di Cesare: I “disinvitati” e il dibattito pubblico diviso tra tribù a pag. 11 del Fatto Quotidiano del 14 giugno. Di Cesare analizza quello che ormai è un fenomeno culturale dell’epoca contemporanea: l’annullamento di eventi culturali. Eventi o partecipazioni che siano. Si tratta innanzitutto di una forma di “censura gentile” (espressione mia). In nome del quieto vivere le opinioni controverse vengono evitate. Il problema è che così tutto si riduce a una ripetizione di ciò che il pubblico vuole. La cultura diventa rispettare le aspettative. Non ci si mischia più, ci si polverizza in tante nicchie autoreferenziali. Un grossissimo problema democratico secondo me. Una collettività va avanti solo con una visione comune, solo così ci può essere dialogo e comprensione reciproca.
Articolo di Filippo La Porta; Ehi voi di destra: ma come fate a dirvi cristiani? a pag. 7 dell’Unità del 9 giugno. Non ho altro da aggiungere, il titolo in sé vale un articolo. Però La Porta fa un sacco di citazioni di autori, insomma è bravo. Leggitelo.
Punto terzo: giustizia. Articolo di Giacomo Salvini; Disfatta di Nordio. Tutti i flop su carceri, app, costi e tempi a pag. 1 e 2 del Fatto Quotidiano del 14 giugno. Nei giorni scorsi è uscita la relazione sullo stato della spesa e dell’azione amministrativa riferita al 2025 stilata dall’Organismo di Valutazione Indipendente di via Arenula. All’interno ci sono cifre che parlano dell’operato del Ministero negli ultimi 4 anni. E cosa dicono? Partiamo dalle note positive. La velocità di smaltimento degli arretrati nell’ambito penale è aumentata più del previsto: l’obiettivo era il 25% e siamo al 31. Fine note positive. Sullo smaltimento civile dovevamo arrivare al 40% e siamo al 28,8%. Sul sovraffollamento carcerario i numeri sono noti: l’occupazione media delle carceri è al 130%. Un piano che aggiungerebbe 10.671 nuovi posti è stato varato ma i progressi sono lentissimi. Come confermato in interviste delle settimane scorse sia dall’ex garante dei diritti dei detenuti Mauro Palma che dal Presidente dell’Associazione dei professori di diritto penale Gian Luigi Gatta, i posti effettivi creati dal 2022 a oggi sono 95. Capitolo digitalizzazione: dei fondi stanziati per la creazione del Polo Strategico Nazionale dove conservare i dati della PA è stato speso solo il 13,8% delle risorse. E siamo indietro anche sul sistema di cybersicurezza per la PA. In più nel 2025 abbiamo speso 299 milioni in intercettazioni contro i 273 del 2024.
Articolo di Sergio D’Elia; Il carcere è violenza, allo Stato dico: deponi le armi come ho fatto io, parte in prima dell’Unità del 10 giugno. D’Elia parte dall’ennesimo caso di visita di Nessuno Tocchi Caino a un carcere indecente. Quello di Fuorni nel salernitano. Un luogo di pena nel senso infernale del termine, sia per chi è detenuto che per chi detiene. Proprio questo stato di cose ispira la riflessione di D’Elia. Quando un sistema che dovrebbe essere di espiazione non solo non assolve la propria funzione, ma danneggia sia gli espianti che i loro custodi, non è venuto il momento di abbatterlo? Lo si è fatto con i manicomi, lo si sta facendo comunque con i fatti, dal momento che da decenni nessuno si occupa più delle prigioni. Nemmeno materialmente, visto che tantissime strutture cadono a pezzi. Non avrebbe senso dichiarare la fine di strutture che sono prigioni per guardie e carcerati, e puntare a una vera rieducazione del condannato con metodi diversi?
Punto quarto: geopolitica e politica estera. Intervista di Umberto De Giovannangeli a Roberto Della Seta, attivista ambientale, giornalista ed ex politico PD; “Io dico: un solo stato per ebrei israeliani e palestinesi” a pag. 2 dell’Unità del 13 giugno. Della Seta ha una visione interessante. Sul tema sionismo introduce un elemento che viene citato poco, il fatto che sia uno spettro. Della Seta prende posizioni molto nette. Dice che Israele non è una democrazia da almeno 60 anni, cioè da quando occupa illegalmente dei territori. Dice che Ben Gvir è solo la manifestazione di un problema più profondo di tutta la società israeliana. Dice che l’opposizione a Netanyahu non è pronta a gestire la situazione palestinese. E infine dice che la politica “due stati due nazioni” è inapplicabile per colpa Israele. Ma anche che non è desiderabile. Lui vuole uno stato unitario, seguendo le idee del sionismo democratico, che nel corso del 900 ha avuto la peggio contro quello sionista e messianico. Cita per esempio Martin Buber e Judah Magnes.
Articolo di Fabrizio Mastrofini, Una trumpiana a dirigere i media del Vaticano a pag. 4 dell’Unità del 10 giugno. Notizia che va approfondita. Molto interessante. Leone XIV ha messo a capo dell’intero ecosistema mediatico vaticano Maria Alvarado. Il suo precedente impiego era quello di presidente e direttrice operativa di Ewtn News. Stiamo parlando di una rete di cattolici statunitensi molto, molto schierati su posizioni conservatrici. E financo, appunto, con dei risvolti politici che li hanno posti tra i sostenitori di Trump. In un’epoca in cui la comunicazione è tutto ciò non potrà non avere conseguenze. Mi chiedo le ragioni di questa scelta, contando anche che Ewtn non si è peritata in passato di polemizzare sia con Francesco che con Leone stesso, anche accusandolo di cattiva gestione di un caso di abuso sessuale in Perù.
PODCAST
Tucker Carlson intervista Gideon Levy. Levy è un giornalista israeliano, scrive sul giornale progressista Haaretz ed è una delle poche voci in Israele a condannare il genocidio che avviene a Gaza.
La potenza del format di Carlson è la sua linearità. Anche se non sai nulla di preciso di ciò che sta avvenendo in Medio Oriente puoi capire cosa viene detto.
Levy ha quasi 75 anni. Ha vissuto molte fasi della storia israeliana, molti cambiamenti nel rapporto tra Palestina e Israele. Per questa ragione mi ha colpito molto quando ha detto di pensare che la ragione dei crimini israeliani nella striscia è più profonda delle intenzioni di Netanyahu. C’è la fede nell’essere il popolo eletto, a cui le leggi umane e internazionali non si applicano. Ma soprattutto c’è la negazione. Levy lo dice. Il popolo israeliano in genere non vuole sentire nulla riguardo a Gaza. La gente vuole preservare la propria convinzione che siano terroristi che capiscono solo la forza. E i media danno alla gente esattamente ciò che vuole, soprattutto dopo il sette ottobre.
Levy afferma anche che Israele in senso collettivo non si chiede il senso della guerra. Vive alla giornata, non fa un bilancio delle conseguenze a lungo termine delle proprie azioni. La guerra in Iran, iniziativa personale di Netanyahu a suo dire, è potuta avvenire con un massiccio supporto popolare per questa ragione. In qualche modo faremo, riusciremo a improvvisare una soluzione, questo è il pensiero. Ma le conseguenze secondo Levy arriveranno, e presto. Prevede che Trump sarà l’ultimo presidente a dare sostegno incondizionato a Israele.
L’esempio più chiaro della profondità della malattia spirituale israeliana sono le colonie. Le hanno iniziate Simon Peres e i laburisti, sapendo quello che facevano.
Rassegna stampa delle Afriche di Radio Radicale del 13 giugno 2026: Global Initiative against Transnational Organized Crime ONG, la Sierra Leone è al centro di un corridoio di traffico di cocaina diretto verso l’europa. Un barone olandese al centro. L’Africa occidentale è da un po’ uno scalo privilegiato per l’Europa. Una nave partita da Freetown in direzione di Bengasi portava trenta tonnellate di cocaina e armi per un valore complessivo di 800 milioni di euro. La nave batteva bandiera comoriana, le investigazioni hanno portato a identificare Joss Leijacher, olandese sotto mandato di arresto internazionale. In Sierra Leone c’è un circuito logistico strutturato per lo smercio di droga ignorato fino ad allora.
Rapporto crescente tra Algeria e Stati Uniti. L’Algeria si sta imponendo nella sicurezza del Magreb, tante relazioni militari con gli USA. Ma il ravvicinamento non significa che l’Algeria si allinei su tutto agli USA, ma loro la considerano un partner importante per la sicurezza. L’ammiraglio George Wikoff comandante delle forze navali USA in Europa e Africa è andato a parlare di sicurezza nella capitale algerina. Sono stati firmati accordi di partenariato strutturale. L’Algeria sta prendendo il posto che era del Marocco, che ha firmato addirittura gli Accordi di Abramo.
Il Niger e il Benin intravedono l’uscita dalla loro crisi, avevano rotto i rapporti diplomatici e chiuso i loro confini. Il 2 giugno hanno creato un comitato di esperti incaricato di trovare soluzioni per la riapertura del confine entro 15 giorni. C’è stata la prima visita ufficiale del presidente del Benin in Niger da tanto tempo.
Repubblica Democratica del Congo. L’Assemblea Nazionale ha fissato la data del referendum per cambiare la costituzione. La tensione sta salendo tra la maggioranza che la vuole cambiare, l’opposizione dice che vogliono mantenere il presidente attuale al potere. Perchè in effetti è previsto il superamento del limite dei due mandati. La Chiesa Cattolica, che è molto potente perché il 60% dei congolesi sono cattolici, richiama il potere del presidente alla prudenza e alla preservazione della democrazia. Le chiese protestanti del risveglio invece appoggiano la riforma.
L’epidemia di Ebola in Congo è strettamente legata all’attività mineraria che distrugge gli ecosistemi e costringe popolazioni povere a vivere in zone ristrette. Finora 101 decessi e 550 contagiati. La Repubblica Democratica del Congo ospita il secondo più grande bacino di giungla tropicale del mondo.
In Etiopia prosegue lo spoglio dei voti. Dovrebbe vincere il Partito della Prosperità al potere. L’Etiopia accusa il Tigrai di preparare un’offensiva con il sostegno dell’Eritrea. Si ravvivano le paure di un ritorno alla guerra civile dopo gli anni tra il 2020 e il 2022 che hanno fatto 600mila morti.
Punto quinto: economia. Articolo non firmato: Ok al DDL salari svuotato: il governo prepara nuovo attacco ai lavoratori, a pag. 13 del Fatto Quotidiano dell’11 giugno. Fratelli d’Italia ha proposto un ordine del giorno per far inserire nel Decreto Lavoro una norma che prevede la possibilità per i lavoratori di chiedere al datore gli arretrati non corrisposti solo in costanza di rapporto di lavoro. Adesso può farlo anche nei cinque anni successivi alla fine del rapporto. In più è cambiata la definizione di “salario giusto”. Se fino a poco tempo fa l’intenzione era di enunciarla come il trattamento economico previsto dalle associazioni comparativamente più rappresentative, ora in sede di conversione diventerà il trattamento economico complessivo. Comprensivo quindi di benefit. In questo modo anche i sindacati minori, che hanno meno potere di incidere sulle retribuzioni, potranno attenersi a questa norma. A quanto dice il fatto la ragione di questa inversione è politica, il governo vuole accontentare i piccoli sindacati amici che si erano visti sminuiti dalla definizione precedente, più favorevole alle grandi organizzazioni.
Punto sesto: gossip politico. Articolo di Marco Lillo; “Forza Italia nacque su una truffa a B: inventammo 400 candidati” a pag. 15 del Fatto Quotidiano del 13 giugno. Gossip politico che però mostra come la storia venga fatta da cose apparentemente ridicole. Praticamente Miccichè, politico siciliano di lunghissimo corso e loschissimi trascorsi, interrogato in un processo di mafia, ha raccontato un aneddoto riguardante Berlusconi e Dell’Utri. Siamo nel 93, qualche mese prima della discesa in campo. Miccichè e Dell’Utri sono responsabili di trovare persone disponibili a candidarsi nel nuovo progetto politico. Ma poco prima di un appuntamento con Berlusconi non hanno trovato nessuno. Come fare? Il Cavaliere non può ricevere questa notizia, rinuncerebbe a tutto… e lui deve candidarsi! Quindi i due decidono di fare l’unica cosa che ha un senso. Si inventano candidati. 400 profili costruiti con nomi presi dall’elenco del telefono, foto trovate chissà dove e curriculum scritti di loro pugno. La vittoria del 94 è sta costruita anche su questo.
Punto settimo: comunicazione. Media e dintorni, approfondimento di Radio Radicale su tecnologia e comunicazione del 14 giugno 2026. Chip all’interno del cervello umano. Siamo all’ottobre 2025, un trentanovenne cinese paralizzato dal collo in giù da sei anni si è seduto nel cortile della sua casa e ha scritto il suo nome. Gesto reso possibile dopo 11 mesi di riabilitazione e un impianto celebrale. Anche lui non credeva possibile tornare a scrivere. Nel novembre 2024 ha ricevuto una interfaccia cervello computer. è una interfaccia invasiva. A marzo questo dispositivo, grande come una moneta, è diventato il primo Brain Computer Interface approvato per uso commerciale. Gli ospedali potranno comprarlo e impiegarlo, è consolidato. L’impianto è costituito di microfili sottilissimi posizionati sulla superficie della corteccia celebrale o inseriti appena all’inizio. Posiziona i suoi sensori sullo strato protettivo esterno al cervello, trasmette i suoi segnali al computer che li trasforma in comandi per un guanto robotico. A differenza di Neuralink di Musk che penetra dentro la corteccia celebrale, è meno invasivo. Forte sostegno governativo.
Intelligenza Artificiale. C’è una ricerca sui drogati dell’Intelligenza Artificiale generativa. L’uso di essi si è diffuso rapidamente in tutte le fasce d’età, gli utilizzatori sono 1 miliardo e 600 milioni. Per molti sono strumenti utili ma c’è un numero crescente di ricerche che suggerisce un lato oscuro. C’è uno schema neurale che si va a comporre, associati alla dipendenza. Ci sono prove mediche in raccolta. L’AI ha caratteristiche d’uso che possono causare dipendenza: 1) Attaccamento emotivo al chatbot. Si sviluppano legami affettivi, affidano confidenze e decisioni personali, c’è perfino un filone di consigli sentimentali. Possono attivarsi meccanismi di rinforzo. Molte persone soprattutto Gen Z consultano i chatbot in modo ossessivo e compulsivo. Comportamento che riduce progressivamente la capacità di tollerare l’incertezza e impedisce di sviluppare un pensiero critico indipendente, c’è sempre il suggeritore presente. Allarmante è anche l’isolamento. Il MIT Media Lab ha trovato una correlazione tra aumento dell’uso dei chatbot e l’isolamento sociale.
Lo sbarco in borsa di Musk. Ci sono 12 società statunitensi che hanno una capitalizzazione superiore ai 1000 miliardi di dollari, due di esse sono guidate da Musk. Le loro valutazioni sfidano i parametri tradizionali a cui si attengono le aziende che vogliono andare in borsa. In borsa ci va SpaceX, con una valutazione di 1770 miliardi di dollari. In borsa vale 95 il suo fatturato del 2025. Quindi è una bolla? Le aziende di Musk sembrano essere valutate con una scala diversa da quelle delle altre aziende. Non sono valutazione ancorate alla realtà, si basano sulla credenza nella visione di Elon Musk e nella sua capacità di diventare realtà.

Ti ascolto!