
Prima storia super carina, Paperino e la festa dei ricordi (disegni e storia di Karl Korhonen), inedita in Italia. È il compleanno di Paperino. E lui odia i compleanni. La notte appena trascorsa ha sentito dei rumori in soffitta che non lo hanno fatto dormire. Quindi sale a controllare, senza dire niente a nessuno. Nel mentre tutti si preparano a una brutta giornata, perché Paperino il giorno dei suoi compleanni diventa inconsolabile. Paperina, Qui, Quo, Qua e Nonna Papera si sono sempre fatti in quattro per festeggiarlo e tirarlo su. Anche Paperino si ritrova a pensare ai genetliaci passati. Tra montagne di vecchi cimeli infatti gli capita in mano un album di foto raffiguranti i festeggiamenti nel corso degli anni. È bello il contrasto: il parentame e il nostro ricordano le stesse circostanze. In soffitta le si ricorda tinteggiate di rosa; al di fuori invece si ricorda la realtà di un Paperino depresso, ondivago, vittimista. Paperino, assonnato, si addormenta cullato dai dolci ricordi. Al risveglio scende e vede i parenti addormentati. Volevano fargli una festa a sorpresa e si sono assopiti attendendolo. Lui, commosso, li fotografa per immortalare il rircordo.
Paperino e il valore del sonno (storia di Riccardo Secchi e disegni di Giorgio Di Vita, 2000) è una di quelle storie leggere e simpatiche che però hanno un significato più profondo di quello che sembra. Paperino viene precettato da Zio Paperone per pulire la sua banca. Svolto il lavoro il nostro cerca un posto per pisolare. Ficcanasando scopre un dipendente rimasto un po’ oltre orario di chiusura. Il signore se ne va lasciando il proprio computer acceso. La schermata mostra i saldi dei conti. L’avidità si impadronisce del papero marinaretto: aggiunge tre zeri alle proprie povere finanze. Da allora sogna in continuazione cosa comprare con quei denari. Va in negozi di lusso, concessionarie di marche automobilistiche prestigiose e in altri spacci di status. Il risultato finale è sempre il medesimo. Si addormenta, venendo cacciato malamente. Ma di notte non dorme. L’unico modo in cui riesce a schiacciare il suo agognato pisolino, e a recuperare il proprio ritmo circadiano, è donare la fortuna milionaria di cui si è indebitamente appropriato. Per me il senso del racconto è che avere, spendere, ostentare è una sindrome compulsiva. Vuoi sempre di più e di più, nulla basta. Il subconscio a tutto questo può ribellarsi, come succede a Paperino, impedendoti di peso di proseguire su quella strada. Solo mollando l’ossessione che ti zavorra puoi scoprire cosa conta davvero: la serenità di una saporosa dormita!
Dello stesso tenore è Paperino e l’occasione imperdibile (storia di Stefano Ambrosio e disegni di Salvatore Deiana, 2004). Nella città dei paperi impazza la febbre da offerta. Tutti cercano i maggiori ribassi, e sono disposti a fare qualunque cosa pur di risparmiare. Paperino non ne è immune. Dopo un forsennato incrocio di volantini, il nostro trova lo sconto degli sconti. Per arrivare a un negozio in cui esercitarlo supera mille ostacoli…. solo per scoprire che sì, ha lo sconto. Ma con una precondizione. Insieme al prodotto che vuole deve acquistare 10mila scatole di cibo per pesci! “Le condizioni della promozione variano nei diversi punti vendita!”. È la legge del marketing capitalistico baby!

Ti ascolto!