In questi giorni ho principalmente letto l’Unità e il Fatto Quotidiano, cioè i due giornali che sfoglio per primi la mattina.
La prima cosa di cui parlo, quindi, è la Flottilla. Il 20 maggio ho letto l’articolo di Paolo Frosina sul Fatto che descrive l’abbordaggio dell’IDF alle barche in viaggio. Poi ricordo di aver letto anche il racconto di Mantovani, l’inviato del Fatto a bordo, di come sono stati trattati gli attivisti. Scusa, non mi sono segnato la data dell’articolo. Comunque quale sia l’atteggiamento di Israele lo ha visto tutto il mondo nel video postato da Ben Gvir. La sfacciataggine israeliana non conosce davvero più limiti… e tutti lì a criticare Ben Gvir come se il punto fosse lui. Non lo schieramento socioculturale che rappresenta. Il vero cancro di Israele… A riguardo da leggere l’intervista del numero del 24 maggio all’editorialista di Haaretz Gideon Levy. Afferma che riguardo al genocidio a Gaza tra Netanyahu e Bennett non ci sono differenze, e che il comportamento di Ben Gvir è solo un trailer edulcorato di ciò che accade nelle prigioni israeliane.
Secondo punto. La giustizia. L’Unità di Sansonetti su questi temi è spettacolare. Sull’edizione del 20 maggio a pag. 5 trovi un’intervista di Angela Stella all’ex garante per i diritti delle persone detenute Mario Palma, che fa una critica serrata alla politica carceraria del Governo Meloni. Innanzitutto perché sai quanti posti in prigione in più ha creato in questi 4 anni? 91. Poi c’è il crescente ruolo esercitato dai privati nella gestione dei detenuti. Con la gestione della sicurezza però affidata agli uffici esterni della polizia penitenziaria, che già sono sotto organico ora. E ovviamente tutto convenzionato, a pagamento. Sempre nella stessa edizione trovate un approfondimento del ricercatore della fondazione Antigone Pasquale Prencipe sul sovraffollamento carcerario. Al 150%, con punte del 200%.
Terzo punto. Migrazioni. A pag. 6 dell’Unità del 23 maggio l’ex presidente della Associazione per gli studi giuridici sulle migrazioni Gianfranco Schiavone commenta l’ultima dichiarazione del Consiglio d’Europa sull’applicazione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Un documento che non ha immediato valore normativo, ma è molto significativo dal punto di vista politico. In breve Schiavone dice che questa istituzione comunitaria ha affermato che è prerogativa democratica degli stati rimpatriare i migranti anche in caso di pericolo sanitario o di danno all’ordine morale. In più vengono sdoganate le esternalizzazioni in paesi terzi dei centri per migranti. Un’altra bella svolta a destra, insomma…
Quarto punto: geopolitica. Sul Fatto del 20 maggio a pag. 6 nel taglio basso il generale Maurizio Boni da conto di due articoli, uno del New York Times e l’altro del Washington Post. Il primo riferisce di una analisi delle forze armate USA secondo cui l’Iran avrebbe ancora operativi tutti i propri siti missilistici e scorte pari al 70% preguerra. Il secondo riporta il contenuto di un documento dell’ intelligence dello Stato Maggiore riunito che afferma come la Cina stia riuscendo ad aumentare la propria influenza diplomatica e commerciale grazie alla guerra in Iran. Le fonti sarebbero in entrambi i casi ufficiali del Pentagono visto che i documenti in questione sono classificati. Boni riferisce anche che nell’audizione davanti alla commissione difesa del Senato del comandante del Centcom, la struttura che gestisce la guerra in Iran, Brad Cooper. Cooper ha dipinto un quadro della situazione piuttosto favorevole e che contraddice i dati riportati nei due articoli citati sopra, oltre che la maggioranza dei report indipendenti sul tema, dice Boni. Il 13 maggio il settimo voto del Congresso per invocare i poteri di guerra e limitare l’iniziativa presidenziale ha avuto esito negativo con confluenza bipartisan sul mantenimento della situazione attuale.

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